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venerdì 4 maggio 2012

Casoncelli alla bergamasca


Rieccomi, non sono sparita eh? ;) ogni tanto mi rifaccio viva..solo in questo periodo sono un po' presa e non ho molto tempo da dedicare al mio bloghino e a commentare  i blog che solitamente seguo... nel frattempo ho fatto un po' di cose del tipo: sto correndo su e giu' per dare una mano a mio figlio nella scelta del suo futuro post scuola media, ho prenotato le vacanze (e per fortuna che ci sarebbe la crisi, ancora un po' che aspetto e non trovo piu' posto!) e ho deciso di cambiare la mia cucina e quindi dopo il periodo estivo ci sarà una breve sosta per lavori e poi mettero' alla prova la cucina nuova per la quale ho scelto un nuovo piano di cottura e anche  i nuovi forni..eh si forni al plurale perchè ho voluto esagerare si si..nella cucina nuova ci sarà un piano cottura non piu' a gas ma a induzione (che qui in Svizzera sono due decenni che si utilizzano) e ci saranno due forni...uno tradizionale che sostituirà l'attuale a gas ed un forno a vapore..non vedo l'ora di sperimentare ;)
Quella che vi propongo oggi è una ricetta della tradizione culinaria della bergamasca (avendo il marito originario della zona di Bergamo ho voluto preparargli un piatto che a lui piace molto..e non solo a lui ma anche al figlio e alla sottoscritta..)
In precedenza li avevo sempre mangiati al ristorante, ma stavolta ho voluto prepararli io poichè adoro la pasta fresca e soprattutto quella ripiena...infatti di ricette di ravioli, tortelli o come volete chiamarli, sul mio blog ce n'è piu' di una...ho seguito la ricetta tradizionale quasi in tutto..essendo il figlio allergico alla frutta secca ho per forza di cose dovuto omettere gli amaretti, ma essendo la quantità prevista nella ricetta talmente esigua non credo che il piatto ne abbia risentito piu' di tanto...
ecco come fare...

Ingredienti:
per la pasta
300 gr farina 00
100 gr semola di grano duro rimacinata
2 uova

1 pizzico di sale
acqua q.b.
per il ripieno
125 gr di pane vecchio raffermo ammorbidito nel latte
1 uovo
50 gr di parmigiano reggiano
150 gr di impasto fresco di salame
100 gr di carne di manzo arrostita
5 gr di amaretti (io non li ho messi)
10 gr di uva sultanina

1 noce di burro
1 foglia di alloro
salvia
1 spicchio di aglio
1/2 pera (ci vorrebbe la qualità Spadona..io non ricordo quale ho usato)
spezie a piacere (noce moscata, pepe bianco e nero)
un pizzico di scorza grattugiata di limone
1 spicchio di aglio

1 cucchiaio di prezzemolo tritato
per il condimento
burro, salvia, pancetta, parmigiano grattugiato
Preparazione:
Nell'impastatrice (o a mano) lavorare le farine (precedentemente setacciate) con le uova e un pizzico di sale e aggiungere acqua quanto basta fino ad ottenere un composto liscio, elastico e omogeneo, quindi avvolgere nella pellicola e fare riposare per almeno mezz'ora.

















Nel frattempo che la pasta riposa, preparare il ripieno. In una padella far rosolare la carne di manzo tagliata a tocchetti con la noce di burro, la foglia di alloro e un paio di foglie di salvia. Una volta cotta, togliere dalla pentola e mettere da parte.

Nella stessa padella mettere a rosolare quindi l'impasto fresco del salame, la mezza pera sbucciata e tagliata a cubetti, poi aggiungere la carne di manzo arrostita, lo spicchio d'aglio, il prezzemolo tritato e fare insaporire il tutto per pochi minuti.


Versare il tutto nel mixer e frullare per pochissimi istanti..

Mettere in una ciotola, unire i 50 gr di parmigiano grattugiato, il pane raffermo precedentemente ammollato nel latte e strizzato, l'uovo, l'uvetta tritata, una macinata di pepe e un pizzico di sale, una grattugiata di noce moscata, un pizzico di buccia grattugiata del limone e gli amaretti sbriciolati e ridotti in polvere (che io non ho messo). Mescolare bene e se risultasse troppo asciutto aggiungere un goccio d'acqua o del brodo.

Prendere la pasta fresca e tirare la sfoglia (non deve essere troppo sottile). Ritagliare le sfoglie in dischi  dal bordo liscio (di 6 o 8 cm di diametro) nei
quali si deve mettere nel centro il ripieno con l'aiuto di un cucchiaio o cucchiaino. Ripiegare il disco a metà formando una mezzaluna e chiudere bene il bordo pressando con le dita premendo anche leggermente al centro.




























Mettere una pentola con abbondante acqua sul fuoco, aggiungere un cucchiaio di olio (per non farli attaccare in cottura), portare a ebollizione e aggiungere il sale. Mentre l'acqua giunge a ebollizione, preparare il condimento mettendo la pancetta tagliata a fettine a rosolare in abbondante burro con l'aggiunta di foglie di salvia e fare dorare fino a farle diventare belle croccanti.

Lessare i casoncelli, scolarli e disporli su di un piatto da portata (o nei piatti singoli), cospargerli con parmigiano grattugiato (non per me..) e condirli con il burro fuso, salvia e pancetta.
 Buoniiiiii....







I casoncelli alla bergamasca partecipano nella categoria primi al contest Ricette Ripiene dall'Antipasto al Dolce della simpaticissima Dauly del blog Cucchiaio e pentolone

RICETTE RIPIENE dall'Antipasto al Dolce

giovedì 5 aprile 2012

Pasta ai porri, zucchine e speck in crema di philadelphia... mi confesso e Buona Pasqua!

...ed eccoci arrivati a Pasqua anche quest'anno...stasera parto e vado dai miei per qualche giorno, quindi questo è l'ultimo post della settimana...
Ultimamente mi sono resa conto che mi sto allontanando un po' dal mio bloghino e devo ammettere che alla fine so anche il perchè...
Guardandomi allo specchio e anche pesandomi sulla bilancia ho realizzato che sono in sovrappeso e ho maturato la voglia di perdere quei (e non sono pochini) kilogrammi che mi appensantiscono non solo nella figura ma anche in tutto il mio vivere quotidiano e quando non si sta bene con se stessi non si sta bene anche con chi ci sta attorno e non si apprezza quanto di bello e di buono si ha... Riflettendo tra me e me mi sono resa conto che inconsciamente attribuivo colpa del mio aumento di peso al fatto di avere il blog di cucina e quindi di cucinare e poi ovviamente mangiare quanto cucinato per poter postare sul blog...beh la scusa che mi ero trovata era buona no?! pero' non è questa la verità, lui (il bloghino) non c'entra...anzi in un certo senso mi ha fatto uscire un po' dal mio guscio che cosi' operosamente mi sono costruita tutto intorno da quando mi sono trasferita qui dove ora vivo...città bellissima, persone gentili, un bell'appartamento..tutto bene quindi, ma allora dov'è il problema? ehhhh bella domanda e me la sono fatta tante volte...il blog mi ha aiutato a tenere i legami con il mondo esterno anche se anche la foodblogosfera non è tutto rose e fiori...il problema (se tale si puo' definire) è che mi sento sempre come se dovessi dimostrare quanto valgo a qualcuno o a tutti...sarà dovuto al fatto che in 30 anni di lavoro in una grande azienda ho dovuto lottare ogni sacrosanto giorno per dimostrare quanto ero brava (e lo ero davvero!) e a parole poi i miei superiori lo ammettevano anche..peccato che in quanto a gratificazioni monetarie o di promozioni beh, lasciamo perdere..ormai è acqua passata ;)
In casa ogni volta che si pranza o si cena chiedo continuamente se piace quanto ho cucinato ed ovviamente è raro che non siano soddisfatti di quello che preparo, me ne rendo conto anche da sola mangiandolo.. ma chissà perchè voglio essere sicura della loro approvazione!...
Insomma credo che il nocciolo della questione sia che ho perso un po' di fiducia in me stessa e mi sento un po' sola... tutto il giorno in casa (il marito al lavoro, il figlio a scuola anche nel pomeriggio e la figlia che ormai ha preso la sua strada) e non ho amicizie, che si possano definire tali, qui in loco e quelle poche conoscenze che ho sono di persone che a loro volta lavorano...potrei uscire e fare delle passeggiate ma trovo sempre delle scuse del tipo che devo preparare il pranzo o devo stirare o stendere ecc.ecc.....ma la verità è che da sola non mi piace andarmene da nessuna parte!
Ecco, ora che ho scritto tutto sto papiro mi sento un attimo meglio e mi scuso con chiunque legga per questo mio sfogo rivolto solo a me stessa..
Se i kili che mi si sono incollati addosso e voglio togliere dipendano da tutte queste cose insieme non lo so....spero di non avervi annoiato troppo ma in fondo questo per me è anche una sorta di diario personale ...
Vi saluto augurandovi una Buona Pasqua (sperando che il tempo sia clemente!) e lasciandovi una ricetta gustosa e semplice...
A presto...

Ingredienti: (per 2 persone)
1 panetto da 80 gr di Philadelphia
160 gr tortiglioni (o altra pasta corta)
1 porro
1 zucchina
40 gr di speck
10 g burro
1 cucchiaio di olio e.v.o.
sale
pepe
2 cucchiai di cognac
qualche cucchiaiata di acqua di cottura della pasta
1 cucchiaino di prezzemolo fresco tritato

Preparazione:
Lavare le zucchine, tagliare a julienne solamente la parte verde della zucchina e tritare finissimamente il resto (la polpa).Tagliare a rondelle sottili il porro (solo la parte bianca) e tagliare a listarelle sottili lo speck.

In una padella antiaderente mettere il burro e l'olio e far rosolare il porro e la polpa tagliata finissima della zucchina, aggiungere il cognac e far evaporare bene l'alcool.

Unire lo speck e far rosolare ed infine aggiungere le zucchine a julienne e far cuocere a fuoco abbastanza vivo per 2-3 minuti mescolando quasi di continuo (devono rimanere un pochino croccanti), salare e pepare.















Fare cuocere la pasta in abbondante acqua bollente salata e, nel frattempo, mettere il panetto di Philadelphia in un padellino, aggiungere qualche cucchiaiata di acqua della cottura della pasta e mescolare a fuoco bassissimo fino ad ottenere una cremina fluida.

Unire una parte (metà circa) della cremina di Philadelphia alla padella del condimento di zucchine e amalgamare.Una volta cotta, scolare la pasta e versarla nella padella del condimento e farla saltare velocemente per un minuto o due.

Impiattare e versare su ogni piatto la crema rimasta di Philadelphia e cospargere con un po' di prezzemmolo fresco tritato finemente....






mercoledì 28 marzo 2012

Farrotto all'aringa affumicata... se il riso fa il risotto, il farro fa il farrotto ;)

C'era una volta un sacchetto di farro acquistato in una terra stupenda e bellissima, chiamata Toscana, parecchi mesi or sono...quasi un annetto fa per la precisione...venne utilizzato in parte per una bella zuppa e poi lasciato triste, solo e dimenticato in un angolo nascosto della dispensa... convinto ormai che presto sarebbe giunta la sua fine scadenza e rassegnato all'oblio, fu con gioia e letizia che un bel giorno di sole si vide prelevare dal suo cantuccio, lavare per bene e......mettere in compagnia di una bella aringa affumicata che lo avvolse con il suo gusto e profumo intenso e che lo rese il farrotto piu' incredibilmente gustoso e buono che ci sia ^_^
...per farla breve avevo il farro toscano prodotto e lavorato dai monaci dell'Abbazia di Monte Oliveto Maggiore (buonissimo il farro e stupendo il posto tra l'altro) e due filetti di aringa affumicata voluti acquistare dal caro consorte (io l'aringa nemmeno da lontano la volevo vedere..mai assaggiata prima..ma sapete no, quando per partito preso diciamo che una cosa assolutamente non ci piace...ma, essendo io una personcina gentile, ho accettato l'acquisto)..che farne? occhiata veloce in giro per il web e che ti vedo? (ho proprio visto!) il video di una trasmissione, non so nemmeno su quale canale andasse in onda, che ospitava il cuoco di un notissimo ristorante di Lucca (dove per altro ero stata per l'appunto a Pasqua dello scorso anno e per ben 2 volte tanto mi era piaciuto) "Gli orti di Elisa" e che proponeva un antico piatto toscano ed era proprio il "farrotto all'aringa affumicata"...ho preso velocemente nota degli ingredienti e della procedura e detto fatto! mhmmm non proprio detto fatto...l'aringa va lasciata in ammollo nel latte per 10/12 ore...
Riassumendo..un piatto buonissimo..incredibilmente gustoso e semplice e che devo ammetterlo mi ha sorpreso..ho dovuto ricredermi sull'aringa...cucinata cosi' è strepitosa... il prossimo passo (se mai lo faro' ihihihi) sarà mangiarla nature con il pane...oppure (ed in questo caso potrei anche farlo) per colazione qualora dovessimo fare uno dei nostri tour programmati nei paesi nordici ;))

Ingredienti: (per 3 persone)
160 gr di farro
1 filetto di aringa affumicato
latte q.b.
500 ml circa di brodo vegetale
1/2 cipolla
2 cucchiai di olio e.v.o.
2 monoporzioni di burro di cacao Venchi
1 ciuffetto di prezzemolo

non va messo o usato usato il sale! il piatto è già saporito cosi'

Preparazione:
La sera prima (o la mattina appena alzati..dipende se preparate per il pranzo o la cena) mettere il filetto di aringa affumicato in ammollo in tanto latte quanto basta a ricoprirlo...mi raccomando non buttate poi via il latte che verrà utilizzato in cottura!
Prendere il farro e lavarlo bene sotto l'acqua corrente fino a che l'acqua non sia piu' colorata ma trasparente.
In un tegame mettere un cucchiaio di olio e.v.o ed una monoporzione di burro di cacao Venchi ...come riportato dal sito, il burro di cacao è il grasso naturale contenuto nelle cabosse di cacao, naturale al 100% e ricco di acidi grassi. Ideale per una cucina salutare, ha un alto punto di fumo (temperatura a cui un grasso alimentare riscaldato comincia ad alterarsi diventando dannoso per la salute), non contiene colesterolo né grassi idrogenati.














Far tostare nell'olio e burro di cacao il farrotto, aggiungere la mezza cipolla (non tagliata ma lasciata intera).














Poco alla volta aggiungere il brodo vegetale (proprio come in un risotto) e continuare lentamente la cottura....
Nel frattempo preparare l'aringa .Toglierla dall'ammollo nel latte (che teniamo da parte), togliere la pelle e tagliare a dadini.

In una padella antiaderente mettiamo l'altro cucchiaio di olio e.v.o., l'altra monoporzione di burro di cacao Venchi e facciamo rosolare a fuoco basso l'aringa a tocchetti ed infine aggiungiamo qualche cucchiaiata di latte dell'ammollo e facciamo restringere.
Continuare nel frattempo la cottura del farrotto aggiungendo man mano il brodo vegetale e, negli ultimi 10 minuti di cottura, quanto basta di latte rimasto dell'ammollo..(il farro che ho utilizzato cuoce in 35 minuti).


Un paio di minuti prima della fine cottura, togliere la mezza cipolla, versare l'aringa con il suo sughetto ristretto nel farro, aggiungere il prezzemolo tagliuzzato finemente e amalgamare.

...servire immediatamente e gustare :))


Con questa antica ricetta toscana partecipo al contest "Le ricette della carestia" del blog I pasticci di Luna

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